Pavimentazioni in asfalto per piste ciclabili

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Negli ultimi anni, la continua crescita delle aree urbane, unita alle mutate esigenze di mobilità, ha reso sempre più necessaria la predisposizione e lo studio di piani di riqualificazione e ammodernamento del tessuto stradale esistente. Spesso sulle strade urbane sono presenti numerose criticità e punti di conflitto fra traffico veicolare e ciclopedonale, nonché, dissesti e degradi generalizzati delle pavimentazioni.

Le Pubbliche Amministrazioni stanno promuovendo interventi rivolti alla mitigazione dei livelli di rischio e riduzione dell’incidentalità stradale, grazie anche alla razionalizzazione degli spazi urbani, alla riorganizzazione e alla manutenzione delle piattaforme stradali.

Un altro aspetto, non certo secondario, da tenere debitamente in cosiderazione è quello della pavimentazione. Al fine di regolarizzare e ripristinare la superficie di rotolamento di un percorso ciclopedonale, affinché questa sia il più possibile regolare, performante e a basso impatto ambientale, si propongono di seguito quattro diverse tipologie di pavimentazione.

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4 tipologie di pavimentazioni per piste ciclabili a basso impatto estetico ed ambientale

La formulazione delle diverse tipologie di pavimentazione è stata fatta tenendo conto sia dell'aspetto funzionale e strutturale sia di quello estetico,. L'obiettivo, infatti, è quello di ridurre l'impatto ambientale della pista ciclabile proponendo l'utilizzo di materiali riciclati e/o l'utilizzo di metodologie di produzione e stesa con ridotti consumi che al contempo permettano di ottenere un aspetto estetico più naturale senza pregiudicare la durabilità e la fruibilità del tempo della pavimentazione. L'utilizzo di tali tecniche e materiali permette di garantire l'armonico inserimento delle piste ciclabili anche in contesti naturalistici o poco urbanizzati, come ambienti fluviali, forestali e rurali.

Al fine di garantire la stabilità e la resistenza della piattaforma ciclabile, in tutti i casi proposti sono stati previsti i seguenti accorgimenti e materiali:

  • Impiego di un geotessuto, con funzione di filtro e separazione, al fine di evitare la contaminazione della sovrastruttura da parte del materiale costituente il sottofondo;
  • Utilizzo di uno strato di fondazione in misto granulare stabilizzato (0/25) dello spessore di 20 cm, al fine di garantire un'adeguata portanza della pavimentazione e fornire allo stesso tempo una superficie sufficientemente livellata e regolare per la posa degli strati superficiali;

In dettaglio, sono stati ipotizzati i seguenti strati superficiali della pavimentazione.

Pavimentazioni con strato di usura con legante chiaro

Come illustrato in Figura 1, si prevede la realizzazione di uno strato di usura coeso e impermeabile, dello spessore di 4 cm, costituito da un conglomerato ottenuto dalla miscelazione degli aggregati con leganti chiari. Di conseguenza, essendo il legante trasparente, la colorazione e l’aspetto estetico della superficie è dettata dalla scelta degli inerti del conglomerato. Il costo di realizzazione di tale manto di usura ammonta a circa 8.75 €/m2·cm, che per i 4 centimetri previsti risulta essere pari a 35 €/m2.

In alternativa, per ottenere diverse tonalità di colorazione del manto (ad esempio rosso), è possibile fare ricorso a colorazioni in massa, attraverso l’additivazione di pigmenti (sottoforma di ossidi in polvere o in granuli) nel processo di produzione del conglomerato bituminoso, fermo restando la necessità d’impiegare aggregati di colorazione simile a quella dell’ossido impiegato per ottenere un aspetto estetico monocromatico.

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Figura 1 - Ipotesi di pavimentazione con strato di usura in conglomerato con legante chiaro

Trattamento superficiale per depolverizzazione in tre mani

Come illustrato in Figura 2, si prevede la realizzazione di tre strati costituiti da un’emulsione bituminosa e graniglia al di sopra dello strato in misto granulare.

Il primo strato, avente aggregati più grossi, ha la funzione di rendere coesi e solidali i primi centimetri dello strato di fondazione in misto granulare, mentre gli altri due strati, costituiti da aggregati più piccoli, sigillano la superficie e conferiscono allo stesso tempo regolarità. L’estetica e la colorazione della superficie, anche in tal caso, dipendono dalla scelta degli aggregati. Per quanto riguarda, invece, il costo di realizzazione questo ammonta a circa 7.00 €/m2.

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Figura 2 - Ipotesi di pavimentazione con strato con strato superficiale costituito dal trattamento di depolverizzazione

Trattamento superficiale monostrato

Per conferire maggiore resistenza alla sovrastruttura, si propone la realizzazione di uno strato di binder in conglomerato bituminoso tradizionale, di 7 cm di spessore (si veda in Figura 3). Si prevede, inoltre, anche la realizzazione di un trattamento superficiale monostrato, costituito da emulsione bituminosa e graniglia, al fine di garantire un aspetto più naturale della pavimentazione. Occorre precisare che, tale trattamento permette anche di conferire maggiore aderenza sulla superficie di rotolamento e allo stesso tempo sigillare i pori dello strato di binder sottostante, garantendone così una maggiore resistenza all’acqua.

Il costo di realizzazione dello strato di binder ammonta a circa 1.85 €/m2·cm, che per i 7 centimetri previsti risulta essere pari a 13.01 €/m2, mentre il trattamento superficiale ha un costo di 1.90 €/m2.

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Figura 3 - Ipotesi di pavimentazione con strato con strato di binder trattato superficialmente

Trattamento superficiale bistrato

Si propone la realizzazione di uno strato in conglomerato bituminoso riciclato a freddo, di 10 cm di spessore (si veda in Figura 4), avente il medesimo comportamento strutturale dello strato di binder proposto nella precedente ipotesi. Si prevede, inoltre, anche la realizzazione di un trattamento superficiale bistrato, costituito da emulsione bituminosa e graniglia, al fine di garantire un aspetto più naturale della pavimentazione. Occorre precisare che, tale trattamento permette anche di conferire maggiore aderenza sulla superficie di rotolamento e allo stesso tempo sigillare i pori dello strato in conglomerato riciclato sottostante, garantendone così una maggiore resistenza all’acqua. Il costo di realizzazione dello strato in materiale riciclato ammonta a circa 87.45 €/m3, che per i 10 centimetri previsti risulta essere pari a 8.745 €/m2, mentre il trattamento superficiale ha un costo di 2.70 €/m2.

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Figura 4 - Ipotesi di pavimentazione con strato in conglomerato riciclato a freddo e trattamento bistrato

Quale tipologia di pavimentazione scegliere?

Mettendo a confronto le quattro diverse ipotesi di pavimentazione, come evidenziato in Tabella 1, si può notare che nessuna di queste è nettamente migliore delle altre, ma ognuna possiede certe peculiarità. In dettaglio, l’ipotesi che prevede l’impiego del conglomerato con legante chiaro per la realizzazione dello strato d’usura avrà un ridotto impatto ambientale, grazie alla sua colorazione chiara. Allo stesso tempo, essendo un conglomerato chiuso, protegge e sigilla gli strati sottostanti della pavimentazione, offrendo così una buona resistenza all’azione dell’acqua. Dal punto di vista strutturale, lo strato di usura in conglomerato con legante chiaro offre una discreta resistenza meccanica, grazie ai suoi 4 cm di spessore, ma ha un costo piuttosto elevato.

Il trattamento superficiale di depolverizzazione permetterà di ottenere un aspetto più naturale, grazie alla colorazione assunta dalla superficie che è conferita dagli aggregati incastonati nel film di bitume, posato a freddo. Grazie all’impiego del bitume è garantita la sigillatura e il drenaggio dell’acqua, mentre gli aggregati conferiscono macrorugosità e aderenza alla superficie. Si noti però che, il contributo strutturale dato da questo tipo di trattamento superficiale non è molto elevato, ma comunque accettabile per i carichi e i flussi di traffico previsti per una pista ciclabile. Dal punto di vista economico, invece, il costo di realizzazione di tale tipologia di trattamento è molto basso.

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Figura 5 - Aspetto estetico della pavimentazione: a) Usura con legante chiaro e aggregati calcarei; b) Depolverizzazione con aggregati rossi; c) Trattamento superficiale monostrato con aggregati calcarei [Grilli, 2015]

Mentre l’ipotesi che prevede la realizzazione dello strato di binder in conglomerato tradizionale con trattamento superficiale monostrato, permette di ottenere comunque un impatto ambientale ridotto, se pur l’aspetto estetico sia meno naturale rispetto alle soluzioni precedenti, a causa dell’unico strato di trattamento superficiale (si veda in Figura 5). Strutturalmente le prestazioni e la durabilità della pavimentazione sono molto elevate, grazie ai 7 cm di binder tradizionale a caldo (o in alternativa in conglomerato riciclato a freddo) e al trattamento superficiale che ne garantisce la sigillatura e l’irruvidimento. Il costo di realizzazione è intermedio fra le soluzioni illustrate in precedenza.

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Tabella 1 - Confronto riassuntivo fra le caratteristiche delle diverse pavimentazioni proposte

Il costo dei materiali da impiegare nella realizzazione della piattaforma ciclabile e delle diverse pavimentazioni proposte in precedenza è stato definito facendo riferimento all’elenco prezzi 2018 della regione Emilia-Romagna.


Bibliografia di riferimento

  • D.M. 30 Novembre 1999, n. 557 “Regolamento recante le norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”;
  • D.lgs. 30 Aprile 1992, n. 285 e s.m.i. (Nuovo Codice della Strada) e suo regolamento di esecuzione ed attuazione, D.PR 16 Dicembre 1992 n. 495;
  • D.M. 5 Novembre 2001, n. 6792 e s.m.i “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”;
  • “Ingegneria stradale: Geometria e progetto di strade” a cura di Paolo Ferrari e Franco Giannini, Isedi Editore 2005;
  • “Ingegneria stradale: Corpo stradale e pavimentazioni” a cura di Paolo Ferrari e Franco Giannini, Isedi Editore 2009;
  • “Il riciclaggio a freddo in impianto” a cura di Andrea Grilli, per la rivista “Strade & Autostrade”, 2010;
  • “Il riciclaggio a freddo sulla viabilità provinciale di Ancona” a cura di Maurizio Bocci e Andrea Grilli, per la rivista “Strade & Autostrade”, 2010;
  • “I trattamenti superficiali per la manutenzione stradale” a cura di Andrea Grilli, per la rivista “Strade & Autostrade”, 2015;
  • “Clear Asphalt Mixture for Wearing Course in Tunnels: experimental Application in the Province of Bolzano” a cura di Maurizio Bocci, Andrea Grilli, Fabrizio Cardone, Amedeo Virgili, per la rivista “ScienceDirect”, 2012.