Impermeabilizzazioni e contenziosi legali. A quando un albo per i tecnici specializzati in sistemi impermeabili?

Ecobonus, Sismabonus, “Bonus prima casa”, “Bonus ristrutturazioni” ed ora con la legge di Bilancio 2020 anche il “Bonus facciate”. Insomma, per adeguare staticamente, termicamente, acusticamente, energeticamente ed abbellire esteticamente gli edifici abbiamo la possibilità di usufruire di tantissime agevolazioni fiscali.

Nessun specifico bonus, invece, per la realizzazione di interventi di impermeabilizzazione ex-novo per coperture o per strutture interrate soggette a fenomeni infiltrativi. 

Eppure, le maggiori contestazioni che si registrano in edilizia riguardano proprio le problematiche legate all’acqua e alle infiltrazioni ma evidentemente tale argomento, ad oggi, viene molto sottovalutato.

I contenziosi legali rappresentano una evidente zavorra burocratica ed economica per il nostro Paese, un problema che incide non poco sull’economia. Allo stesso tempo i contenziosi costituiscono una fonte di informazioni di estrema importanza, utile per analizzare le principali problematiche che interessano le costruzioni al fine di evidenziarne i punti critici.

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I contenziosi legali in edilizia. Quanto ci costano? 

A fine dicembre 2016 le cause pendenti in Italia (relative a fallimentare, contenzioso, lavoro, famiglia e volontaria giurisdizione) superavano i 3,8 milioni. Secondo recenti indagini, in Italia, per una sentenza definitiva sono necessari circa 1.600 giorni pari ad almeno 4,3 anni.

Per la Banca d’Italia la lunghezza dei processi civili rappresenta una perdita di oltre un punto di Pil per la nostra economia. Invece, secondo uno studio del Cer-Eures (Giustizia civile, imprese e territori, ottobre 2017), presentato dalla Confesercenti, la “Giustizia lumaca” fa perdere all’Italia circa 40 miliardi di euro che corrispondono a 2,5 punti del Pil, penalizzando soprattutto le imprese in termini di competitività.

Negli ultimi 20 anni i contenziosi legali riguardanti il mondo dell’edilizia sono aumentati considerevolmente. Tra le cause principali quelle legate all’acqua e alle infiltrazioni che sono tra le più numerose e spinose nel mondo dell’edilizia come confermato da diverse indagini statistiche.

Nel 2012 il centro di ricerca “Osservatorio Claudio Ceccoli”, istituito all’interno del Dipartimento DICAM dell’Università di Bologna, aveva promosso uno studio in merito ai difetti nel costruito. Grazie ad un accordo siglato con il Tribunale di Bologna furono raccolti e organizzati all’interno di un database più di un centinaio di casi di “Accertamento Tecnico Preventivo” relativi agli anni 2011 e 2012.

Da un veloce esame dei procedimenti analizzati lo studio dimostrò che circa il 70 - 80 % dei contenziosi civili presso il Tribunale di Bologna nel biennio 2011-2012 aveva come oggetto l’ambito delle costruzioni.

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Tipologia di vizio (tab. 1)

La successiva analisi di quei dati ha permesso l’elaborazione di statistiche riguardanti i difetti nell’ambito dell’edilizia civile, stabilendo così la sussistenza di trend preferenziali nella distribuzione di classi di vizi, tipologie costruttive maggiormente interessate e cause dei difetti più frequenti.

Osservando la tabella 1 non si rileva nessuna netta predominanza di una singola categoria di difetti. È comunque possibile osservare come il difetto maggiormente riscontrato sembra essere la realizzazione non a regola d’arte delle opere (22%), a cui seguono le infiltrazioni d’acqua e il deterioramento/danneggiamento (13%), le opere non completate o non conformi a norme (11%), casi di umidità/muffe (10%). In realtà , l’acqua rappresenta la principale causa non solo di fenomeni infiltrativi ma anche di processi degenerativi come ad esempio umidità e muffe, pertanto, sommando le percentuali di infiltrazioni e umidità/muffe, il problema acqua arriva ad una soglia del 23% che rappresenta la principale causa dei contenziosi legali in edilizia.

Per quanto riguarda la localizzazione all’interno della struttura interessata da vizi, emerge dall’analisi come nel 66% dei casi questi coinvolgano elementi appartenenti alla porzione in elevazione della costruzione mentre strutture interrate e coperture sono, invece, interessate per circa il 25% dei casi analizzati.

Lo studio condotto dall’Osservatorio Claudio Ceccoli, si rivela estremamente utile per evidenziare soprattutto le cause dei vizi di contenziosi.

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Causa del vizio (tab. 2)

Dall’analisi dei risultati riportati nella tabella 2 si rileva che nella metà dei casi analizzati (51%) il vizio riscontrato è da attribuirsi a difetti nell’esecuzione delle opere. Le restanti voci, invece, presentano una frequenza simile tra loro e di gran lunga più bassa rispetto alla precedente.

Invece, i materiali difettosi risultano causa di vizio solo nel 7% dei casi.

Da ciò si deduce che oltre metà delle contestazioni in edilizia non sono causate esclusivamente dall’utilizzo di prodotti inappropriati o non tecnicamente idonei bensì dalla cattiva applicazione degli stessi. Ma spesso l’errata applicazione di prodotti e/o sistemi è condizionata da una errata progettazione, o meglio, indicazione fornita dal tecnico incaricato. Lo studio conferma ancora una volta come le principali problematiche siano dovute ad una scarsa preparazione tecnica degli applicatori a cui è necessario aggiungere la scarsa conoscenza delle regole applicative da parte dei progettisti che non sono in grado di fornire alle maestranze quelle corrette indicazioni progettuali e di posa necessarie per eseguire interventi a vera regola d’arte.

L’impermeabilizzazione nel processo produttivo edilizio

L’impermeabilizzazione rappresenta da sempre in edilizia un settore tecnologico tra i più importanti se non addirittura il più importante. Basti pensare che una semplice imperfezione del sistema impermeabile è in grado di generare danni o rendere impraticabile ed insalubre qualsiasi ambiente sia esso interrato o posto al di sotto di una copertura.

La continua attività di ricerca e sviluppo svolta dalle aziende nel settore chimico-edile, soprattutto negli ultimi 15 - 20 anni, ha contribuito ad un miglioramento prestazionale dei prodotti impiegati nelle costruzioni e in particolare modo nel comparto delle impermeabilizzazioni. Di contro, la preparazione tecnica da parte dei progettisti, delle imprese e soprattutto degli applicatori non ha subito la stessa crescita

Numerose sono le aziende che investono nella organizzazione di corsi e seminari tecnici dedicati esclusivamente al tema dell’impermeabilizzazione con l’intento di fornire informazioni tecniche a progettisti, applicatori ed operatori del settore. Eppure, nonostante lo sviluppo tecnico-formulativo dei prodotti, la migliore diffusione di documentazione e il tentativo, da parte delle aziende produttrici, di fornire informazioni e assistenza tecnica, non può non far riflettere la dispersione di conoscenze e l’impoverimento di competenze che si registra in modo preoccupante nel comparto delle impermeabilizzazioni dove ogni anno si assiste al crescente sviluppo di un certo “fai da te” che genera un aumento spropositato delle contestazioni causate soprattutto da errori di posa ma anche di progettazione

Numerosi progettisti, imprese e/o applicatori utilizzano erroneamente e male i documenti tecnici reperiti su internet e scaricati dai diversi siti aziendali. Per molti di loro una stratigrafia impermeabile vale l’altra e poco importa se la struttura da impermeabilizzare presenta caratteristiche geometriche e/o strutturali diverse oppure se la superficie di posa si differenzia per tipologia ed estensione. Insomma, si tratta di un argomento molto complesso ed estremamente spinoso.

Nonostante l’elevato numero di corsi/seminari tecnici svolti e a fronte delle informazioni divulgate, le contestazioni in ambito impermeabilizzativo si moltiplicano esponenzialmente. Evidentemente qualcosa non funziona!!!

Il problema è da ricercare nella inadeguata preparazione dei progettisti e dei posatori specializzati che spesso non dispongono delle conoscenze necessarie per una valida progettazione ed una corretta applicazione dei sistemi impermeabili. A tali problematiche si aggiunga quella della ridotta durabilità dei sistemi impermeabili provocata anche da una scarsa predisposizione alla attuazione di adeguati e regolari interventi di manutenzione.

Questa situazione di caos, nel corso degli anni, è stata amplificata da un altro fattore. La scarsa preparazione di quei tecnici aziendali, qualificati come promotori o specialisti di linea che si occupano di sistemi impermeabili senza possedere reali conoscenze e/o specifiche competenze in materia. È sufficiente prendere visione dei capitolati o relazioni preparate da questi funzionari tecnici per accorgersi delle innumerevoli inesattezze e degli evidenti errori contenuti. Documenti tecnici che palesano chiaramente la superficialità di approccio ad un intervento di impermeabilizzazione oltre ad una scarsa conoscenza delle regole tecniche proprio da parte di chi dovrebbe, invece, fornire a progettisti, applicatori, ed operatori del settore, corrette e reali informazioni.

La preparazione e la conoscenza della materia rappresentano i cardini basilari sui quali operare al fine di evitare gli innumerevoli problemi e contenziosi legali.

La "Triade Impermeabilizzativa"

È bene ricordare che il perfetto funzionamento di un sistema impermeabile, oltre che dalle prestazioni tecniche e dalla rispondenza alle specifiche caratteristiche della struttura da impermeabilizzare, dipende soprattutto da tre elementi fondamentali:

  • una corretta progettazione;
  • una corretta applicazione;
  • una corretta manutenzione. 

Insomma, si tratta di ciò che un vero tecnico specializzato in materia definisce la “triade impermeabilizzativa”.

È necessario diffondere “la vera conoscenza del sapere” allontanandosi dalle politiche commerciali e di marketing aziendale che spesso sono causa di errate scelte progettuali e applicative. Errori che nel breve-medio periodo si tramutano in contenziosi legali. 

Occorre migliorare la qualità tecnica di questi promotori o specialisti di linea che operano nel comparto delle impermeabilizzazioni attraverso la specializzazione e la certificazione reale delle loro competenze.

L’importanza della formazione e la necessità di una nuova figura professionale

Negli ultimi decenni la professione di architetto ha subito una enorme evoluzione nel nostro Paese. L’ingresso in Europa e il recepimento delle direttive europee hanno senza dubbio contribuito a tale evoluzione all’interno della quale la caleidoscopicita’ della figura di architetto ha rafforzato ogni singolo settore della professione.

Si rendono, però, necessarie politiche di aggiornamento in un processo in costante e veloce evoluzione. La professione di architetto è oggi sempre più complessa non solo per il farraginoso apparato burocratico e normativo in continua evoluzione ma anche per le recenti norme che regolamentano la professione.

Negli anni il legislatore, forse percependo le rapide evoluzioni del mercato, ha cercato di normare alcuni settori creando nuove specializzazioni e nuove figure professionali con specifiche competenze. È stato così istituito dapprima lo storico albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio, seguito dall’albo dei tecnici abilitati ai sensi della ex L. 818/84 (ora L. 139/06) in materia di prevenzione incendi. Poi l’elenco dei tecnici abilitati ai sensi del Decreto 81/08 in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, i tecnici esperti in acustica piuttosto che il certificatore energetico. Alcune di queste figure professionali sono iscritte in specifici albi e soggette a continui aggiornamenti al fine del mantenimento del titolo conseguito.

Ci si chiede come mai, ad oggi, non si sia mai posta la questione in merito alla istituzione di una figura professionale tecnica nell’ambito del complesso mondo delle impermeabilizzazioni a fronte dei tantissimi contenziosi dibattuti quotidianamente nelle aule di tribunale.

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Titolo originale articolo: Impermeabilizzazioni e contenziosi legali. L’istituzione di un albo di tecnici specializzati per la progettazione di sistemi impermeabili.