Una casa scavata nella roccia dal design surreale ed ‘autosufficiente’: si chiama Villa Troglodyte

Nel Principato di Monaco sorge una residenza privata dal design unico ed insolito opera dello studio di architettura Jean-Pierre Lott Architecte. Si tratta di Villa Troglodyte, una lussuosa eco-villa incastonata nella roccia dove il design architettonico atipico e la sostenibilità si fondono secondo i principi dell’architettura bioclimatica.

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Rapporto tra uomo e natura nell’architettura

Il rapporto tra uomo e natura è un tema importante per l’architettura, tanto nel passato quanto nel presente. Sono molte le architetture che hanno indagato nell’intimo di questo rapporto; basta pensare a Fallingwater House di Frank Lloyd Wright, a Casa Farnsworth di Mies Van der Rohe o a Casa Malaparte di Adalberto Libera. Sono solo alcuni esempi di architetture residenziali che sono stati capaci di mettere in comunicazione l’uomo con la natura ed il paesaggio circostante.

Decidere di costruire però una casa nella roccia significa recuperare un rapporto primordiale, quello della caverna intesa come luogo sicuro, di riparo per l’uomo. Pensiamo per un attimo all’irripetibile architettura della città di Matera (Patrimonio Unesco). Un complesso di case, chiese, monasteri ed eremi costruiti nelle grotte naturali della Murgia, che dal paleolitico fino ai giorni nostri continuano a raccontare la capacità dell’uomo di adattarsi all’habitat rupestre e di saperlo plasmare per trovare in esso riparo.

Ma se da Matera ci spostiamo e raggiungiamo il Principato di Monaco, l’idea di costruire una casa nella roccia, o meglio all’interno di un lembo di scogliera in un’area densamente urbanizzata, a mio personal parere può apparire un gesto “folle” dettato dal mero business immobiliare ma il cui risultato finale è davvero sorprendente, sia dal punto di vista architettonico e sia dal punto di vista della sostenibilità e dell’attenzione prestata al valore ambientale attribuito all’edificio.

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Sottrarre materia da una roccia per ricavare una prestigiosa residenza privata

RISPETTARE il paesaggio e l’ecosistema del luogo, SVILUPPARE un’architettura straordinaria, CREARE condizioni di comfort eccezionali, MINIMIZZARE il fabbisogno energetico, ESPLORARE soluzioni ambientali innovative sono stati i vincoli tecnici e architettonici che hanno guidato il progetto sviluppato dallo studio parigino Jean-Pierre Lott Architecte per Villa Troglodyte.

Villa Troglodyte è un’eco-villa di circa 500 mq sviluppata su cinque livelli interamente scavata all’interno di una roccia nel cuore urbano della città monegasca. Un cantiere iniziato nel 2017 e concluso nel 2019, commissionato allo studio francese del gruppo immobiliare S.A.M. di J.B. Pastor Enterprises & Fils.

Per costruire Villa Troglodyte è stata sbancata la maggior parte della parete rocciosa esistente. Un’operazione costruttiva inversa che ha sottratto materia per poter definire gli spazi anziché aggiungerli.

L'esterno dell’edificio è stato ricreato nei volumi e nell’aspetto della roccia preesistente attraverso l’uso del cemento dove, nel tentativo di mascherare la costruzione e dargli un aspetto naturale, sono state ricreate crepe e cavità tipiche della pietra naturale ed aggiunta la vegetazione.

L’accesso alla prestigiosa residenza avviene attraverso un’apertura alla base della parete rocciosa, l’unica parte della abitazione ad aver mantenuto la pietra naturale. Dall’ingresso una passerella conduce ad un ampio spazio con vista “a strapiombo” sulla piscina interna, quest’ultima metafora di un lago sotterraneo.

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La luce naturale filtra attraverso una grande vuoto che attraversa in altezza l’intera casa e viene riflessa dallo specchio d’acqua. È in questo vuoto che si sviluppa il percorso di collegamento tra i vari spazi abitativi. Un percorso che offre scorci e prospettive suggestive su tutti gli ambienti sviluppati nei cinque livelli dell’abitazione.
Ogni ambiente è dotato di aperture che captano la luce naturale, si con-fondono nella roccia ricostruita e inquadrano scorci di paesaggio. Le terrazze sono state sapientemente ricavate nelle protuberanze rocciose ricostruite esternamente.

Le superfici interne di Villa Troglodyte

Gli interni di Villa Troglodyte sono assolutamente suggestivi, complice la luce naturale che filtra dal lucernaio dell’ultimo piano e dalle bucature ricavate lungo la parete lapidea ricostruita.

Le grigie sfumature della pietra a parete si mescolano ai toni caldi delle superfici orizzontali in parquet che rivestono a pavimento tutte le stanze della villa, compreso i bagni e le terrazze. I pavimenti in legno sono stati realizzati utilizzando pali di legno riciclati che tradizionalmente vengo impiegati nella mitilicoltura, ossia nell’allevamento delle cozze.

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In alcuni punti strategici dell’area living la pavimentazione in legno si interrompe e diventa trasparente per massimizzare l'apporto della luce naturale negli ambienti.

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La piscina è interamente rivestita da tessere di mosaico blu, una tonalità di colore che enfatizza la reale percezione di un bacino d’acqua naturale e profondo all’interno di una grotta.

Villa Troglodyte, un edificio a basso consumo, certificato "Effinergie +" e "Bâtiments Durables Méditerranéens"

Villa Troglodyte è il primo edificio nel Principato di Monaco ad ottenere la certificazione ORO "Bâtiments Durables Méditerranéens", un certificato che premia un approccio virtuoso volto a migliorare la qualità ambientale degli edifici nel contesto mediterraneo secondo i principi dell’architettura bioclimatica. L’edificio ha ottenuto anche la certificazione anglosassone BREEAM, livello "eccellente", come precisato nella brochure di presentazione dell’edificio (Scarica il pdf in allegato).

I principi costruttivi dell’architettura bioclimatica nel contesto mediterraneo sono infatti qui riproposti nella casa monegasca, che punta sull'inerzia termica dell'involucro massivo in calcestruzzo, sulla compattezza del volume, sul riciclo delle acque meteoriche, sul giusto equilibrio tra bucature e apporto luminoso.

Villa Troglodyte è una combinazione di talenti tecnici, il cui scopo è quello di sfruttare appieno le energie rinnovabili, come l'energia geotermica, l'energia solare (1400 KW/h all'anno con illuminazione a LED a movimento controllato),"Non capita spesso che una singola costruzione sia caratterizzata da diversi elementi, come pannelli solari, pavimenti in vetro, pavimenti in legno riciclato... la facciata esterna è stata isolata con sughero, abbiamo integrato un sistema geotermico che non richiede aria condizionata e un sistema di lastre attivo che non richiede pavimenti riscaldati ” spiega Stella Salomon, che supervisiona il progetto.
La Gazette de Monaco, 05 luglio 2019 

Materiali da costruzione naturali, riciclati o del luogo per Villa Troglodyte

Nella realizzazione dell’edificio sono stati utilizzati materiali naturali, riciclati o provenienti dalla regione; il materiale lapideo sbancato per la costruzione è stato riciclato per ottenere granulati.

La struttura è realizzata in calcestruzzo a basso tenore di carbonio e le pareti sono state rivestite in sughero, un materiale questo che garantisce un isolamento termico naturale e migliora il comfort acustico. I rivestimenti murali utilizzano pitture naturali a base di calce mentre il parquet, come già anticipato, è stato realizzato in legno riciclato. Le porte e le scale sono realizzate in legno massello proveniente da foreste gestite in modo responsabile e sostenibile.

A causa del costo delle attrezzature e della lunghezza della costruzione, il progetto potrebbe non essere facilmente replicabile; una condizione questa che rende l'edificio più un'opera d'arte che un modello per progetti futuri.

Credits - Villa Troglodyte

Client: JB Pastor & Fils
Architects: Jean-Pierre Lott, Atelier Raymond www.jplott.fr
Landscape architect: Atelier Jacqueline Osty & Associés
Structure: E&G
M&E Engineer: Somibat
Electricity: JB Pastor & Fils Électricité
High Environmental Quality: Oasiis
Building company: JB Pastor & Fils
Name of the project: Villa Troglodyte
Program: Private housing
Surface: 500 m² (5381,96 sq ft)
Calendar: Delivery 2019
Photo credits: © Loïc Thebaud

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