IL LEGNO ACETILATO: cos’è e dove si può utilizzare

24/08/2015 6396

DIECI DOMANDE E DIECI RISPOSTE SUL LEGNO ACETILATO

1. Che cos’è il legno acetilato?
Il legno acetilato appartiene alla categoria dei “legni modificati” ovvero dei legni che sono stati soggetti a trattamenti di tipo fisico o chimico che ne hanno modificato sensibilmente le proprietà.

2. Come si ottiene il legno acetilato?
Il legno acetilato si ottiene trattando il legno con anidride acetica. L’anidride “esterifica” i gruppi ossidrilici dei componenti polimerici del legno, primariamente della cellulosa. Al termine del processo dunque, un certo numero di gruppi ossidrilici presenti nel legno (-OH) vengono trasformati in gruppi acetato (-CO-OCH3).

3. Che effetto si ottiene acetilando il legno?
I gruppi ossidrilici sono quelli che determinano l’elevata affinità dei componenti del legno nei confronti dell’acqua. Riducendone il numero, si riduce conseguentemente la sensibilità del legno nei confronti dell’umidità e dell’acqua stessa.

4. Quali sono i benefici di questo processo?
La sensibilità del legno nei confronti dell’acqua è la causa primaria dei movimenti del legno: il legno si rigonfia in ambienti umidi e si ritira in ambienti secchi. Ricordiamo inoltre che quando il contenuto di umidità supera il 20 %, il legno viene facilmente attaccato dai funghi che ne provocano il rapido degrado estetico e strutturale.
Essendo il legno acetilato meno sensibile all’acqua, anche i suoi “movimenti” e la sua sensibilità alle aggressioni biologiche (funghi lignivori in particolare), sono sensibilmente ridotti.

5. L’acetilazione riguarda solo la superficie del legno o anche il suo interno?
L’acetilazione può essere ottenuta anche in massa sottoponendo il legno a processi in condizioni di alta pressione (in autoclave) che consentono all’anidride acetica di penetrare e reagire profondamente al suo interno.

6. Gli effetti dell’acetilazione sono permanenti?
Si, gli effetti sono sostanzialmente permanenti. Alcuni studi hanno evidenziato dei deboli effetti idrolitici dei gruppi estere che nel corso del tempo si ritrasformano in ossidrili, ma l’esiguità di questo fenomeno non compromette di fatto l’effetto globale dell’acetilazione.

7. Si possono acetilare tutte le specie legnose?
Teoricamente sì in quanto tutte le specie legnose hanno una composizione simile e l’esterificazione dei loro componenti può avvenire nello stesso modo.
Tuttavia, attualmente, si riescono ad acetilare in massa solo un numero molto limitato di specie legnose, ovvero quelle caratterizzate da una elevata porosità che consente la facile penetrazione dell’anidride acetica al loro interno.

8. Il legno acetilato si può facilmente incollare e verniciare?

La natura chimica del legno viene trasformata dal processo di acetilazione che, come ricordato, diventa meno affine all’acqua. I processi di incollaggio e verniciatura specifici per il legno devono essere quindi riconsiderati quando si lavora questo materiale per le specifiche proprietà che esso presenta anche in termini di energia superficiale e conseguente “bagnabilità”.

9. Quali sono in definitiva i pro e i contro del legno acetilato?
I principali vantaggi e svantaggi del legno acetilato possono essere schematicamente riassunti nella seguente tabella:

In definitiva il legno acetilato presenta una durabilità all’esterno assai maggiore di qualsiasi specie legnosa naturale, ma evidenzia anche alcuni svantaggi che devono essere considerati in una valutazione globale sul suo impiego.

10. Oltre al legno acetilato esistono e sono eventualmente disponibili altri legni “modificati”?
Il legno acetilato è già disponibile sul mercato essendo prodotto dall’azienda ACSIS e rivenduto con il marchio Accoya ®. Per la difficoltà precedentemente citata, attualmente sono disponibili come acetilate solo due specie legnose.
Il mercato dei legni modificati è tuttavia molto ampio comprendendo tutti i legni termotrattati e un crescente numero di legni trattati chimicamente che dalla sfera della ricerca stanno gradatamente diventando prodotti disponibili per il mercato.

L’articolo è tratto dal periodico “Notizie Catas” n.2, 2015 al cui sito si rimanda per ulteriori approfondimenti: www.catas.com