La guaina Schlüter-DITRA per la posa delle piastrelle: quando la “debolezza” è la vera forza

Béla Barényi.  Pochi ricordano questo nome.
Eppure sono tanti che devono la propria vita a questo ingegnere austro-ungarico dal carattere schivo e modesto.
Fu proprio lui a rivoluzionare oltre 60 anni fa il modo di “affrontare” gli incidenti automobilistici, puntando sulla deformabilità della carrozzeria.  L’idea vincente di Barényi fu quella di creare una struttura volutamente “debole”, in grado di assorbire le energie sviluppate durante l’impatto prevenendo le deformazioni della cabina.
I primi a trarre beneficio da questo nuovo concetto in tema di sicurezza sono stati i proprietari delle auto targate Mercedes negli anni ’60. A seguire, anche tutti gli altri produttori di vetture si convinsero che una struttura debole e quindi altamente deformabile dava più sicurezza di un tradizionale sistema più rigido.    
Come l’invenzione dell’Ing. Barényi, sono tanti gli esempi che confermano che la flessibilità e l’apparente “debolezza” di una struttura in realtà fortificano un sistema. Prima tra tutti, ce lo dimostra la natura. Basta pensare ai pioppi, alberi dal fusto altissimo, che si piegano elegantemente al vento senza però spezzarsi.
Anche nel mondo della costruzione la flessibilità di una struttura è uno dei principi fondamentali per la resistenza di un manufatto nel tempo.  Un edificio completamente rigido, senza alcuna possibilità di adattarsi ai piccoli movimenti o alle dilatazione dei diversi materiali da costruzione, si spezzerebbe inevitabilmente.
Eppure –stranamente- nel mondo della ceramica si sono diffuse moderne colle per la posa a letto sottile, che offrono, al contrario, un’incredibile forza di adesione.
Pensate che una piastrella 30x30 cm installata con un colla di ultima generazione, resiste ad una forza di strappo di ben 18 tonnellate! E’ come dire che è possibile appendere un camion ad una piastrella attaccata al soffitto di casa. Ma questa forza serve veramente?
L’apparente vantaggio dell’adesione totale rappresenta in realtà spesso un problema per l’integrità di una superficie piastrellata.  La ceramica si trova legata con una forza incredibile al sottofondo e con questa rigida “saldatura” perde proprio quella flessibilità che i sistemi di posa più tradizionali, più “deboli”, garantivano. Un sistema installato a colla viene privato della capacità di compensare movimenti e dilatazioni tra sottofondo e manto ceramico. E le piastrelle, prima o poi, si possono rompere.
Solitamente, per affrontare questo problema e nel tentativo di ridare almeno un principio di elasticità al sistema, vengono aggiunte delle resine alla colla.  Ma i risultati della resinatura sono solo in parte soddisfacenti, senza contare che in certe condizioni le colle così modificate possono non andare correttamente in presa.
Fu invece il Maestro Posatore tedesco Werner Schlüter, che come l’Ingegnere della Mercedes, rivoluzionò, anzi ribaltò, il concetto della sempre maggiore rigidità come valore di riferimento.
Anziché puntare su una forza di adesione sempre più esasperata, Schlüter volle proprio svincolare la piastrella dal sottofondo per lasciare così al manto ceramico la possibilità di adattarsi in modo flessibile ai diversi movimenti della struttura sottostante.
Nacque in questo modo la guaina Schlüter-DITRA con il suo principio della “separazione in adesione” tra manto ceramico e sottofondo.


Per la posa dei grandi formati è particolarmente indicato l'impiego di sistemi collaudati di separazione tra manto ceramico e sottofondo.

La “separazione in adesione” può sembrare di per sé apparentemente un controsenso, ma è proprio questo il concetto geniale sviluppato da Schlüter.  Schlüter-DITRA interpone tra manto ceramico e supporto uno strato in PET, un materiale “ostile” a qualsiasi tipo di adesione, dove quindi anche le moderne colle per ceramica non attaccano.  La separazione è quindi certamente garantita, ma l’adesione?

L’adesione avviene con un sistema di ancoraggio meccanico che già i nostri antenati sfruttavano per realizzare mobili e strutture in legno: la coda di rondine.
La guaina Schlüter-DITRA è caratterizzata in superficie da piccole piramidi a tronco nelle quali la colla entra creando le cosiddette code di rondine. Questa struttura offre una buona resistenza meccanica allo strappo, senza creare però un legame chimico con la guaina stessa.
Sottofondo, guaina e manto ceramico sono così collegati ma allo stesso tempo svincolati tra di loro, garantendo alla piastrella un’ottima capacità di compensare in modo flessibile dilatazioni termiche e fessurazioni del sottofondo. 
Automobili deformabili e guaine di separazione “Schlüter-DITRA”, due concetti rivoluzionari che puntano sulla flessibilità anziché sulla rigidità totale.  All’inizio incomprese, sono innovazioni validissime e ormai ampiamente collaudate, ancora oggi senza una reale alternativa.   
E come le Mercedes costruite con l’idea di Béla Barényi salvano milioni di vite di automobilisti, così il principio di separazione “Schlüter-DITRA”,  salva  milioni di metri quadri di ceramica da crepe e distacchi.     
Perché a volte la debolezza è la vera forza!
Per conoscere meglio la guaina “Schlüter-DITRA”, visita il sito: www.schlueter.it