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La qualifica degli applicatori nel settore delle pavimentazioni: come funziona
Giuseppe Mangiagalli

Appunti dal I Forum Nazionale Massetti e Pavimenti Continui, Rimini 6 maggio 2017

Nell’ambito dell’edilizia, vi sono attività che richiedono adeguata preparazione come la posa di sottofondi per pavimentazione dove è fondamentale poter dimostrare la propria competenza a garanzia del lavoro da eseguire.  In tal senso, la certificazione è un mezzo, forse il più adeguato, per documentare al mercato di possedere sia le conoscenze teoriche sia le abilità pratiche richieste per una corretta posa.

Con la pubblicazione della legge n. 4 del 14/01/2013, l’Italia ha dato un forte segnale per il riconoscimento delle professioni non organizzate, quelle cioè non riunite in ordini o collegi, proprio come il posatore di massetti. Questa legge infatti permette di riconoscere formalmente una professionalità se definita da una norma UNI e permette ad un Organismo di certificazione di parte terza di rilasciare un certificato di competenza professionale in conformità ai requisiti della norma.
I metodi di valutazione delle competenze sono impostati in modo da verificare in sede di esame i seguenti parametri:

  • “conoscenze”: risultato dell’assimilazione di informazioni  attraverso l’apprendimento.
  • “abilità”: indica le capacità di applicare conoscenze per portare a termine  compiti e risolvere  problemi.
  •  “competenze”: comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità  e capacità personali, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo  professionale e personale esercitabile con un determinato grado di autonomia e responsabilità.

Questi parametri sono enunciati nelle Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23/04/2008 e del 18/06/2009 e sono finalizzati a permettere un mutuo riconoscimento delle certificazioni in ambito europeo. I concetti chiave sono definiti dal sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET), che si propone di:

  • agevolare la convalida e il riconoscimento di competenze acquisite sul lavoro e di conoscenze assimilate in diversi sistemi e paesi, in modo che possano contare ai fini delle qualifiche professionali
  • incoraggiare lo spostamento tra diversi paesi e ambienti di apprendimento
  • accrescere la compatibilità tra i vari sistemi di istruzione e formazione professionale esistenti in Europa e le qualifiche che offrono
  • aumentare le prospettive professionali dei diplomati e la fiducia dei datori di lavoro nelle competenze e conoscenze specifiche che ogni qualifica di istruzione e formazione professionale comporta.

Questi concetti sono oggi richiamati dalle norme UNI, anche da quella in fase di studio e relativa al posatore di massettiche, una volta pubblicata, consentirà di rilasciare certificazioni sotto accreditamento come previsto dalla citata legge 4/2013.

L’iter di certificazione segue le indicazioni della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024, che definisce i requisiti dell’’Organismo di Certificazione in merito alla competenza e indipendenza. Non solo, questa norma descrive le modalità di progettazione dello schema e richiede che le competenze vengano verificate tramite un esame di tipo scritto (verifica delle conoscenze teoriche) e pratico (verifica delle abilità pratiche). 
Un concetto fondamentale della certificazione è il mantenimento delle competenze, ossia la garanzia dell’organismo di certificazione che conoscenze e abilità verificate in sede di esame vengono mantenute nel tempo. Perciò, in virtù della ISO IEC 17024, viene richiesto ad ogni posatore certificato di documentare annualmente l’aggiornamento professionale (mantenimento delle conoscenze teoriche) e la continuità lavorativa (mantenimento delle abilità pratiche). 

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