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I sistemi radianti per riqualificare gli edifici esistenti riducendo i consumi
Clara Peretti

Figura 1. Tipologie e applicazione dei sistemi radianti a bassa differenza di temperatura negli edifici nuovi e da riqualificare.

Introduzione
La maggior parte del patrimonio edilizio italiano è costituito da edifici realizzati negli anni del dopoguerra. Nonostante la grande varietà di tipologie edilizie un fattore comune è rappresentato dagli elevati consumi energetici. 
Esistono soluzioni che permettono di migliorare il comfort termico e di ridurre i consumi elettrici e di combustibile, come indicato nelle attuali linee guida europee che prevedono sensibili riduzioni di emissioni di CO2 favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili. La dimensione del risparmio sulla bolletta dipende dall’entità dell’intervento di riqualificazione ma, comunque, solo attraverso un’accurata scelta delle tecnologie più efficienti si possono garantire ridotti consumi definiti a livello progettuale. Tra i sistemi di emissione i sistemi radianti presentano notevoli potenzialità, sia per il raggiungimento del comfort interno, sia per gli obbiettivi di risparmio energetico richiesti dalla legislazione. La grande varietà di soluzione di sistemi radianti, a pavimento, parete e soffitto sono utilizzate per riscaldare e/o raffrescare molteplici tipologie di edifici, come rappresentato in Figura 1.
I sistemi a soffitto, solitamente integrati con sistemi ad aria, sono utilizzati in edifici ad uso non residenziale (come ad esempio gli uffici e gli edifici per la sanità). Sempre più frequenti sono le installazioni negli edifici da riqualificare, anche residenziali. I sistemi radianti inglobati a pavimento e/o nelle murature sono molto diffusi negli edifici ad uso abitativo, negli edifici per il culto e negli edifici scolastici. Un esempio sono gli asili, nei quali i sistemi radianti garantiscono un elevato livello di salubrità degli ambienti, facilità di pulizia, assenza di correnti d'aria, silenziosità, mancanza di ingombri potenzialmente pericolosi e disponibilità di ampi spazi.
I sistemi a parete (Figura 2) possono essere realizzati in opera oppure prefabbricati; quest’ultimi sono solitamente costituiti da lastre in cartongesso, tubazioni in materiale plastico e uno strato isolante.


Figura 2. Installazione di un sistema radiante a parete. Fonte: UPONOR

Negli edifici per il culto diverse sono le esigenze di climatizzazione: al sistema di emissione è richiesta un’ottima resa termica, un buon adattamento alle esigenze interne con un buon grado di benessere nonché una elevata economicità di gestione sia dal punto di vista energetico che di consumo del combustibile. I sistemi radianti a pavimento risultano un’ottima soluzione per tutte queste esigenze.
Riqualificare l’esistente può significare anche modificare la destinazione d’uso. Un esempio è la trasformazione un complesso monastico a Cremona, inutilizzato da molti anni, in un edificio con funzioni di tipo amministrativo e di fruizione pubblica (Figura 3). 


Figura 3. Sistema radiante a pavimento: riqualificazione di un complesso monastico a Cremona. Fonte: LOEX.

Edifici residenziali
Gli edifici residenziali rappresentano la maggiore percentuale del costruito. Ridurre i consumi e quindi le emissioni di CO2 di questa tipologia edilizia è necessario per il raggiungimento degli obiettivi che l’Italia dovrà raggiungere nel 2020: riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili e aumento del 20% dell'efficienza energetica.
Per valutare l’incidenza della sostituzione di un sistema impiantistico è stato studiato un edificio residenziale situato a Milano. L'appartamento scelto è rappresentativo del presente parco edilizio italiano: prima della riqualificazione l’appartamento di 70 metri quadri era dotato di termosifoni sovradimensionati e di un vecchio generatore.
Lo studio propone diverse soluzioni impiantistiche da associare alla riqualificazione dell’involucro: installazione di sistemi radianti a pavimento e a soffitto e installazione della ventilazione meccanica controllata. Per quanto riguarda i sistemi di generazione la vecchia caldaia è stata sostituita con una caldaia a condensazione.
In Figura 4 è rappresentano il risparmio ottenibile installando nuovi infissi e un sistema radiante a pavimento: la spesa annua cala del 35%.


Figura 4. Riduzione dei costi per la climatizzazione invernale in un edificio residenziale a Milano: la riqualificazione dell’involucro prevede la sola sostituzione degli infissi.

Nel caso di riqualificazione completa dell’appartamento (Figura 5) il risparmio ottenibile installando nuovi infissi, cappotto termico esterno e un sistema radiante a pavimento è del 62%, riducendo quindi le spese annue di riscaldamento da 1123 Euro a 424 Euro.
 
Figura 5. Riduzione dei costi per la climatizzazione invernale in un edificio residenziale a Milano: la riqualificazione dell’involucro prevede la sostituzione degli infissi e l’aggiunta di un cappotto termico esterno.

Riferimenti
De Carli M, Peretti C. 2013. Impianti radianti a bassa differenza di temperatura. Approfondimenti per l'installazione. EdicomEdizioni ISBN: 978-88-96386-29-3

Tesi di laurea: S. Franzin, Analisi energetica e di comfort nella riqualificazione di involucro ed impiantistica di un edificio residenziale. 2014

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